INGHILTERRA. Salvo l’ippodromo di Kempton Park, marcia indietro su opposizione degli enti locali e del comitato corse sull’iniziale progetto divulgato nel Gennaio 2017, che prevedeva di dirottare le corse a Sandown Park per la costruzione di 3000 case

In Italia chiudono gli ippodromi, in Inghilterra no. Ministero assente o quasi alle prese con una materia sconosciuta, ippica quasi come un peso, pagamenti in ritardo epocale, l’assenza di un ente che diriga e amministri correttamente la grande macchina delle corse dei cavalli, una volta eccellenza nell’agroalimentare nazionale, sta portato ad un continuo deterioramento del settore. La lista degli impianti chiusi fra corse flat ed ostacoli è prolissa, consoliamoci allora con realtà come Inghilterra, Francia e Germania, nonostante siano anch’esse alle prese con problemi di varia natura, hanno la fortuna di essere gestite da enti competenti del settore, vedi British Horseracing Authority, France Galop e Direktorium che puntano alla promozione e alla salvaguardia del circuito corse. Nell’ultimo secolo e mezzo il Regno Unito ha visto la chiusura di soli due ippodromi, Lincoln nel 1964 e Folkestone nel recente 2012, (corse dirottate a Doncaster) recuperato Chelmsford (all weather) nonostante il calo di pubblico l’Inghilterra resta un modello da perseguire. Fatta la doverosa premessa, la burrasca che si era abbattuta nel gennaio 2017 che prevedeva la chiusura dello splendido impianto di Kempton Park è stata fortunatamente superata, dopo che il Jockey Club ha annunciato di aver presentato un programma di sviluppo abitativo ridimensionato che protegge entrambe le piste. Nel gennaio 2017 il Jockey Club aveva manifestato l’intenzione di demolire l’ippodromo e costruire 3.000 case, (come a Grosseto) ma dopo aver incontrato la resistenza delle comunità corse nonché del consiglio locale, ha presentato una nuova proposta che coinvolgerebbe solo terreni precedentemente sviluppati e manterrebbe intatte tutte le strutture da corsa; quindi nessun dirottamento verso Sandown Park. Sandy Dudgeon, amministratore senior del Jockey Club, ha dichiarato: “Dopo aver valutato le ultime informazioni, abbiamo proposto un’altra opzione a fianco dell’intero sito originale, ciò implicherebbe solo una parte della terra disponibile e consentirebbe le corse National Hunt per qualsiasi fase della stagione. Uno sport sano, sostenibile e ben finanziato a lungo termine può essere realizzato solo investendo nel nostro sport. La necessità per British Racing di raccogliere fondi significativi per consentire questo è forse ancora più vitale ora rispetto a quando furono annunciate le nostre proposte originali. I piani iniziali includevano lo spostamento della King George VI Chase, (una delle più grandi gare del calendario NH) a Sandown e la costruzione di una nuova pista per tutte le stagioni vicino a Newmarket. Questa decisione è stata fortemente criticata dai membri del settore delle corse, con Nicky Henderson che ha descritto la pista come “vitale per il gioco invernale”.

(Nella foto Kempton Park racecourse)